Isabel è nata con una particolarità che la rendeva unica. I capelli.
Meravigliosi e lunghi capelli neri di seta, che inizialmente le stavano dritti e che si sono abbassati solo al quarto mese di vita.
La gente mi fermava per strada per i suoi capelli.
Aveva un delizioso ciuffo che veniva giù dalla fronte a incorniciare il suo bellissimo viso e chiunque la vedesse diceva che non aveva mai visto una bimba con capelli più belli.
Con l'arrivo del caldo i capelli hanno iniziato a darle fastidio. Nel collo e nella schiena le sono spuntati mille puntini rossi e gonfi. La pediatra mi ha spiegato che si trattava di sudamina e che sarebbe stato opportuno accorciarli appena per evitarle il fastidio e il bruciore.
Io mi sono opposta per quanto ho potuto ma la piccola sembrava soffrire particolarmente quindi ho ceduto e ieri abbiamo deciso di affidarci a mia cognata (parrucchiera) per tagliarli.
"Appena una spuntatina e SOLO a quelli che le ricadono sul collo e la schiena, mi raccomando!"
Lui invece era dell'idea che la bimba di capelli ne aveva troppi, e che per farla sudare meno avremmo dovuto alleggerire anche la parte sopra. E i lati.
Ok, i capelli erano veramente lunghi, ed è verissimo, sudava come una matta anche sulla fronte e sui lati.
Ed è così che adesso mi ritrovo una bimba che non riconosco. Una bimba di sette mesi con un taglio scalato che mi fa orrore per quanto è lontano dalla sua natura di bimba poco più che neonata.
Io dicevo basta, lui diceva ancora.
Mi sono arrabbiata ma lui non ha capito.
Non ha capito che il mio non era solo un capriccio estetico.
Ho passato la notte in lacrime.
Un lutto in piena regola, e non è che adesso sto meglio.
Mi sono alzata dal letto dieci volte, questa notte. Mi affacciavo alla culla e non riconoscevo la mia piccola.
Perchè la mia bambina, come era due giorni fa non la rivedrò mai più. Perchè i capelli cresceranno, ma anche il suo viso cambierà. E niente mi potrà ridare quella bimba con la faccia da monella e il ciuffo ribelle che le accarezza la fronte.
Le abbiamo portato via la metà della sua bellezza e della sua unicità.
Ho pianto e litigato con lui. E pianto.
Perchè quei ciuffi di capelli che ho messo da parte e che custodisco gelosamente non sono semplicemente i capelli della mia bambina.
Quelli sono i primi capelli che le sono spuntati quando ancora era nel mio ventre. I capelli che si intravedevano dalle ecografie, ancor prima che la conoscessi.
E' stato come recidere per l'ennesima volta un legame così intimo da destabilizzarmi.
E la tristezza di oggi è un'eco della tristezza post partum che si accompagna al senso di colpa per non essermi opposta più strenuamente.
E adesso sorride e non la riconosco.
Guardo i suoi capelli, e vedo uno scempio.
Non trovo più la mia bambina.
E mo che glielo dice?! Pezzi di Vita di una donna e una mamma. Ma anche un po' no.
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giovedì 16 giugno 2011
martedì 24 maggio 2011
Donne vi Ammiro (e invidio, pure).
Guardo la mia casa e quello che vedo è disordine, sporco e ancora disordine e ancora sporco.
E una montagna di panni da lavare. E stendere. E stirare.
Guardo i vetri delle finestre: l'ultima volta che hanno visto acqua e detergente è stato tre giorni prima che partorissi. E Isabel c'ha sei mesi e 11 giorni, fate un po' voi i conti.
Allo specchio non mi ci guardo nemmeno più.
Lo stato di abbandono e disordine di me stessa sono il riflesso della casa, più o meno (a parte il fatto che almeno la doccia riesco a farmela tutti i giorni).
Ecco... se siete donne e madri di quelle che si fanno il mazzo per gestire casa-bambini-lavoro senza l'ausilio di colf e baby sitter e riescono pure ad uscire di casa in una mise che non preveda solo tuta o roba comoda e sneakers , e che talvolta riescono pure a darsi una mano di rimmel e passarsi una mano di piastra, ebbene, avete tutta la mia ammirazione! E pure la mia invidia.
Il punto è che io non ce la faccio a seguire tutto. Isabel dorme poco durante il giorno, facendo brevi pisolini di 15 minuti massimo che mi concedono di fare davvero poco. Quando lei si addormenta, sempre in braccio, e sono fortunata a riuscirla a metterla giù senza che si svegli immediatamente, mi trovo davanti a una scelta: lavo i piatti o metto su la lavatrice?! Passo lo straccio in cucina o pulisco il bagno?
Mai che mi venga in mente di pensare di fare qualcosa per me.
Le mie unghie sono perennemente rovinate (e per fortuna non ho il vizio di mangiarle!) quelle rare volte che mia sorella mi becca e mi dà una passata di smalto, quello rimane scheggiato e rovinato finchè la naturale crescita o l'acqua non lo mandano via del tutto.
I miei trucchi mi toccherà buttarli: immagino si siano tutti seccati e... no, non potete davvero immaginare in che stato sono i miei capelli.
Ho dovuto rinunciare alla mia lunghissima e splendida chioma già in gravidanza per motivi di praticità (ho fatto quasi 4 mesi a letto ed erano diventati orrendi.) Poi si erano allungati fino a raggiungere una lunghezza abbastanza femminile e accettabile ma ho dovuto tagliarli nuovamente perchè erano rovinatissimi, non riuscivo a curarli e per di più dovevo tenerli perennemente legati perchè:
a - ne perdevo più di quelli che rimanevano in testa;
b - i pochi superstiti venivano messi a dura prova dalle manine di Isabel che si diverte TAAAAAAANTO ad appendercisi.
Insomma, come si fa a tenere tutto in equilibrio?! Ad avere una casa accettabile, a riuscire ad essere sempre in ordine, presentabili e femminili?!
Davvero ammiro le taaante donne che ci riescono, perchè io guardo casa mia, guardo me e mi viene da piangere. Eppure so che ci sono superdonne che ci riescono e vorrei tanto sapere qual è il segreto, perchè qui non ci si capisce più una mazza e se domani Lui mi dicesse che s'è trovato l'amante non potrei di certo dirmi sorpresa, ecco.
Come si fa a tenere pulita e in ordine la casa con una bambina che richiede costante attenzione e non dorme quasi mai?!
Come e dove si trova il tempo per mettersi a posto i capelli, laccarsi le unghie e mantenerle in uno stato decente, riuscire a trovare il tempo per fare un po' di shopping, truccarsi di quando in quando?!
Il week end Lui è a casa e riusciamo ad uscire tutti e tre insieme col vantaggio (?!?!) che può tenere la bimba mentre io mi preparo. Quindi gli mollo Trudi, mi infilo in bagno con tanto entusiasmo e buoni propositi e inizio la mia toletta.
Dopo due minuti la bimba urla, lui mi chiama.
Esco, ristabilisco l'ordine e rientro in bagno.
Passati altri 5 minuti, attacca a urlarmi domande di ogni genere:
"cosa devo mettere in borsa?!"
"le solite cose!" urlo di rimando.
"Mi rinfreschi la memoria?!"
Attacco con la lista, ripetendo più volte per sovrastare le urla di Isabel e la distanza che ci separa.
"Cosa metto alla bimba?! e le scarpe?! il body a manica corta o canotta?! bianco o rosa?!"
"E' tutto sul fasciatoio! Ho preparato tutto!"
"Cosa?! Non sento!! Isabel non piangere... no, no... su.. su... COSA?! MI SENTI?! IO NON TI HO SENTITO!!"
Alchè presa dallo sfinimento, rinuncio ai miei buoni propositi ed esco alla meno peggio. Perchè, donne, ditemi se mi sbaglio, è molto più facile e meno stressante fare le cose al posto loro in due minuti piuttosto che stare lì a guardarli mentre ci mettono un'ora e un quarto a preparare una borsa già mezza pronta e sentirsi fare un milione di domande, a volte pure stupide (quanti pannolini prendo?! cazzo andiamo a fare la spesa all'A&O dietro casa, mancheremo al massimo 30 minuti, quanti pannolini vuoi che servano?!)
Io lo so che anche questo passerà, e lo so che non è facile, ci vuole pazienza ecc ecc... ma per certi versi mi sono proprio cadute le palle per terra, ecco.
PS. Ovviamente mi manca pure il tempo per il blog (per il mio, per quello degli altri, per leggervi e commentarvi cosa che mi piacerebbe tantissimo poter fare). Per darvi un'idea vi dico solo che questo post è stato scritto a cinque mandate. Salvato in bozze e ripreso per ben cinque volte.
Tutti i miei post nascono da ottimi propositi, molte idee su come e cosa voglio scrivere di ciò che sto vivendo, ma spesso il fatto di doverli riprendere più volte fa passare l'ispirazione, quindi scusate se trovate ripetizioni o perdete il filo. Probabilmente, come voi, l'ho perso anche io. E chiedo scusa pure a chi legge e commenta se non trova mie risposte. Quando ho due minuti per rispondere lo faccio, diversamente perdonatemi!!
E una montagna di panni da lavare. E stendere. E stirare.
Guardo i vetri delle finestre: l'ultima volta che hanno visto acqua e detergente è stato tre giorni prima che partorissi. E Isabel c'ha sei mesi e 11 giorni, fate un po' voi i conti.
Allo specchio non mi ci guardo nemmeno più.
Lo stato di abbandono e disordine di me stessa sono il riflesso della casa, più o meno (a parte il fatto che almeno la doccia riesco a farmela tutti i giorni).
Ecco... se siete donne e madri di quelle che si fanno il mazzo per gestire casa-bambini-lavoro senza l'ausilio di colf e baby sitter e riescono pure ad uscire di casa in una mise che non preveda solo tuta o roba comoda e sneakers , e che talvolta riescono pure a darsi una mano di rimmel e passarsi una mano di piastra, ebbene, avete tutta la mia ammirazione! E pure la mia invidia.
Il punto è che io non ce la faccio a seguire tutto. Isabel dorme poco durante il giorno, facendo brevi pisolini di 15 minuti massimo che mi concedono di fare davvero poco. Quando lei si addormenta, sempre in braccio, e sono fortunata a riuscirla a metterla giù senza che si svegli immediatamente, mi trovo davanti a una scelta: lavo i piatti o metto su la lavatrice?! Passo lo straccio in cucina o pulisco il bagno?
Mai che mi venga in mente di pensare di fare qualcosa per me.
Le mie unghie sono perennemente rovinate (e per fortuna non ho il vizio di mangiarle!) quelle rare volte che mia sorella mi becca e mi dà una passata di smalto, quello rimane scheggiato e rovinato finchè la naturale crescita o l'acqua non lo mandano via del tutto.
I miei trucchi mi toccherà buttarli: immagino si siano tutti seccati e... no, non potete davvero immaginare in che stato sono i miei capelli.
Ho dovuto rinunciare alla mia lunghissima e splendida chioma già in gravidanza per motivi di praticità (ho fatto quasi 4 mesi a letto ed erano diventati orrendi.) Poi si erano allungati fino a raggiungere una lunghezza abbastanza femminile e accettabile ma ho dovuto tagliarli nuovamente perchè erano rovinatissimi, non riuscivo a curarli e per di più dovevo tenerli perennemente legati perchè:
a - ne perdevo più di quelli che rimanevano in testa;
b - i pochi superstiti venivano messi a dura prova dalle manine di Isabel che si diverte TAAAAAAANTO ad appendercisi.
Insomma, come si fa a tenere tutto in equilibrio?! Ad avere una casa accettabile, a riuscire ad essere sempre in ordine, presentabili e femminili?!
Davvero ammiro le taaante donne che ci riescono, perchè io guardo casa mia, guardo me e mi viene da piangere. Eppure so che ci sono superdonne che ci riescono e vorrei tanto sapere qual è il segreto, perchè qui non ci si capisce più una mazza e se domani Lui mi dicesse che s'è trovato l'amante non potrei di certo dirmi sorpresa, ecco.
Come si fa a tenere pulita e in ordine la casa con una bambina che richiede costante attenzione e non dorme quasi mai?!
Come e dove si trova il tempo per mettersi a posto i capelli, laccarsi le unghie e mantenerle in uno stato decente, riuscire a trovare il tempo per fare un po' di shopping, truccarsi di quando in quando?!
Il week end Lui è a casa e riusciamo ad uscire tutti e tre insieme col vantaggio (?!?!) che può tenere la bimba mentre io mi preparo. Quindi gli mollo Trudi, mi infilo in bagno con tanto entusiasmo e buoni propositi e inizio la mia toletta.
Dopo due minuti la bimba urla, lui mi chiama.
Esco, ristabilisco l'ordine e rientro in bagno.
Passati altri 5 minuti, attacca a urlarmi domande di ogni genere:
"cosa devo mettere in borsa?!"
"le solite cose!" urlo di rimando.
"Mi rinfreschi la memoria?!"
Attacco con la lista, ripetendo più volte per sovrastare le urla di Isabel e la distanza che ci separa.
"Cosa metto alla bimba?! e le scarpe?! il body a manica corta o canotta?! bianco o rosa?!"
"E' tutto sul fasciatoio! Ho preparato tutto!"
"Cosa?! Non sento!! Isabel non piangere... no, no... su.. su... COSA?! MI SENTI?! IO NON TI HO SENTITO!!"
Alchè presa dallo sfinimento, rinuncio ai miei buoni propositi ed esco alla meno peggio. Perchè, donne, ditemi se mi sbaglio, è molto più facile e meno stressante fare le cose al posto loro in due minuti piuttosto che stare lì a guardarli mentre ci mettono un'ora e un quarto a preparare una borsa già mezza pronta e sentirsi fare un milione di domande, a volte pure stupide (quanti pannolini prendo?! cazzo andiamo a fare la spesa all'A&O dietro casa, mancheremo al massimo 30 minuti, quanti pannolini vuoi che servano?!)
Io lo so che anche questo passerà, e lo so che non è facile, ci vuole pazienza ecc ecc... ma per certi versi mi sono proprio cadute le palle per terra, ecco.
PS. Ovviamente mi manca pure il tempo per il blog (per il mio, per quello degli altri, per leggervi e commentarvi cosa che mi piacerebbe tantissimo poter fare). Per darvi un'idea vi dico solo che questo post è stato scritto a cinque mandate. Salvato in bozze e ripreso per ben cinque volte.
Tutti i miei post nascono da ottimi propositi, molte idee su come e cosa voglio scrivere di ciò che sto vivendo, ma spesso il fatto di doverli riprendere più volte fa passare l'ispirazione, quindi scusate se trovate ripetizioni o perdete il filo. Probabilmente, come voi, l'ho perso anche io. E chiedo scusa pure a chi legge e commenta se non trova mie risposte. Quando ho due minuti per rispondere lo faccio, diversamente perdonatemi!!
mercoledì 11 maggio 2011
Parto, cose belle e cose tristi...
Il motivo principale per cui devo fissare tutto nella memoria è che dei momenti più belli ricordo molto poco.
Il parto è stata una tragedia greca in tutti i sensi.
Due giorni di travaglio (e di insonnia), quattro ore di spinte un cesareo d'urgenza e poi il buio...
La tragedia non è stato tanto il dolore (bè, un po' anche quello), più che altro l'attesa estenuante, gli sforzi inutili e per finire la rassegnazione di non essere riuscita a mettere al mondo mia figlia come meritava.
Il buio è arrivato subito... quando mi sono accorta che non ce l'avrei fatta a darle una nascita naturale, ecco mi sono arresa al dolore e alla tristezza... A questo bisogna aggiungere una buona dose di anestesia totale visto che continuavano a bombardarmi di epidurale ma senza successo.
E insomma mi sono svegliata con i medici che continuavano a ripetermi che la piccola stava bene ed era perfetta e bellissima, le ostetriche che andavano e venivano ripentendo "è meravigliosa, congratulazioni" e io, che non capivo un cavolo da quanto ero stordita, ricordo di aver pensato che dovevo essere la prima a vederla e invece decine di persone l'avevano vista e io non sapevo nemmeno che faccia avesse.
Poi, nel buio, un pianto sommesso e qualcuno me l'ha portata, credo lui, e... non riuscivo nemmeno a metterla a fuoco... non ricordo cosa ho detto, cosa ho fatto, non ricordo nemmeno cosa ho pensato... ricordo solo che l'ostetrica me l'ha attaccata al seno dicendomi che da quando ci avevano separate non aveva smesso di piangere un secondo...
Di quei giorni, che io avevo immaginato bellissimi e pieni di gioia, non ricordo quasi nulla... mi hanno detto che la colpa è da attribuirsi alla quantità di anestetico che hanno dovuto darmi e io non posso fare a meno di pensare che se fossi stata capace di metterla al mondo come si deve forse avrei visto mia figlia prima degli altri, avrei potuto stringerla e consolarla subito e probabilmente non avrei passato mesi di buio, tristezza e apatia...
Per i primi tre mesi della sua vita non ho fatto che piangere ed essere triste, ho ripercorso milioni di volte quel momento nella mia testa. L'ho ripercorso con lui, gli ho chiesto tutti i dettagli di ciò che mi ero persa, mille e mille volte gli ho fatto le stesse domande sulle stesse cose... Non è servito a farmi stare meglio. Ma vedere che lui con immenso amore e pazienza aveva memorizzato ogni singolo dettaglio per raccontarmelo mi faceva sentire un po' meno triste.
Mi avevano parlato di baby blues, mi sentivo pronta ad affrontare "un po' di tristezza" ma ho scoperto, passandoci, che non è solo un po' di tristezza. Mi sono sentita in colpa, inadeguata... ho persino pensato di non meritare mia figlia. Pensato che lei potesse non amarmi per la mia incapacità. Ho vissuto fianco a fianco con l'angoscia e l'apatia.
In quel buio, però, ho avuto la forza di chiedere aiuto con la disastrosa conseguenza di stare pure peggio. Ho chiesto aiuto a mamme e donne che avevano partorito da poco, forse non ho chiesto direttamente aiuto ma ho provato più volte a intavolare dialoghi per capire se ero sola, se quello che mi stava capitando succedeva anche ad altre ma le risposte che ottenevo erano devastanti per me.
"Sbalzi d'umore?! Io?! No, davvero sono felicissima... da quando è nato Dieghino siamo felicissimi e più uniti di prima!! Ci ha rimesso al mondo!!"
"No, non mi sento triste. E comunque, scusa ma devo andare a prendere Lauretta dai nonni!"
"E' la cosa più bella che possa capitare a una donna, perchè dovrei sentirmi triste?!"
Ecco, sinceramente tutta questa omertà l'ho trovata deludente. Come donna e come mamma trovo stupido vergognarsi e fingere che vada tutto bene, soprattutto quando è evidente che non va tutto bene.
Anzichè fare squadra, aiutarsi, cercare insieme il modo per venirne fuori (anche se poi si è sempre da sole davanti ai propri fantasmi) ho trovato donne disposte a negare l'evidenza.
Poi, pero', un giorno mi sono accorta che stavo meglio. Non Bene, solo un po' meno male. E ci ho lavorato su. Mi sono impegnata perchè quel po' diventasse ogni giorno di più. E' stata durissima, ma ne è valsa la pena.
Ogni tanto la tristezza di quei giorni torna e ho imparato ad accettarla, sapendo che fa parte di me, di questa esperienza e non posso buttarla via del tutto.
Ma se ne esce, questa è una certezza.
Devo dire grazie a Lui e a Lui soltanto. Perchè in molti (leggi familiari soprattutto) si sono riempiti la bocca di belle parole di conforto ma nessuno si è preso la briga di allungarmi la mano per aiutarmi ad uscire fuori dal baratro. Nessuno tranne Lui.
Il parto è stata una tragedia greca in tutti i sensi.
Due giorni di travaglio (e di insonnia), quattro ore di spinte un cesareo d'urgenza e poi il buio...
La tragedia non è stato tanto il dolore (bè, un po' anche quello), più che altro l'attesa estenuante, gli sforzi inutili e per finire la rassegnazione di non essere riuscita a mettere al mondo mia figlia come meritava.
Il buio è arrivato subito... quando mi sono accorta che non ce l'avrei fatta a darle una nascita naturale, ecco mi sono arresa al dolore e alla tristezza... A questo bisogna aggiungere una buona dose di anestesia totale visto che continuavano a bombardarmi di epidurale ma senza successo.
E insomma mi sono svegliata con i medici che continuavano a ripetermi che la piccola stava bene ed era perfetta e bellissima, le ostetriche che andavano e venivano ripentendo "è meravigliosa, congratulazioni" e io, che non capivo un cavolo da quanto ero stordita, ricordo di aver pensato che dovevo essere la prima a vederla e invece decine di persone l'avevano vista e io non sapevo nemmeno che faccia avesse.
Poi, nel buio, un pianto sommesso e qualcuno me l'ha portata, credo lui, e... non riuscivo nemmeno a metterla a fuoco... non ricordo cosa ho detto, cosa ho fatto, non ricordo nemmeno cosa ho pensato... ricordo solo che l'ostetrica me l'ha attaccata al seno dicendomi che da quando ci avevano separate non aveva smesso di piangere un secondo...
Di quei giorni, che io avevo immaginato bellissimi e pieni di gioia, non ricordo quasi nulla... mi hanno detto che la colpa è da attribuirsi alla quantità di anestetico che hanno dovuto darmi e io non posso fare a meno di pensare che se fossi stata capace di metterla al mondo come si deve forse avrei visto mia figlia prima degli altri, avrei potuto stringerla e consolarla subito e probabilmente non avrei passato mesi di buio, tristezza e apatia...
Per i primi tre mesi della sua vita non ho fatto che piangere ed essere triste, ho ripercorso milioni di volte quel momento nella mia testa. L'ho ripercorso con lui, gli ho chiesto tutti i dettagli di ciò che mi ero persa, mille e mille volte gli ho fatto le stesse domande sulle stesse cose... Non è servito a farmi stare meglio. Ma vedere che lui con immenso amore e pazienza aveva memorizzato ogni singolo dettaglio per raccontarmelo mi faceva sentire un po' meno triste.
Mi avevano parlato di baby blues, mi sentivo pronta ad affrontare "un po' di tristezza" ma ho scoperto, passandoci, che non è solo un po' di tristezza. Mi sono sentita in colpa, inadeguata... ho persino pensato di non meritare mia figlia. Pensato che lei potesse non amarmi per la mia incapacità. Ho vissuto fianco a fianco con l'angoscia e l'apatia.
In quel buio, però, ho avuto la forza di chiedere aiuto con la disastrosa conseguenza di stare pure peggio. Ho chiesto aiuto a mamme e donne che avevano partorito da poco, forse non ho chiesto direttamente aiuto ma ho provato più volte a intavolare dialoghi per capire se ero sola, se quello che mi stava capitando succedeva anche ad altre ma le risposte che ottenevo erano devastanti per me.
"Sbalzi d'umore?! Io?! No, davvero sono felicissima... da quando è nato Dieghino siamo felicissimi e più uniti di prima!! Ci ha rimesso al mondo!!"
"No, non mi sento triste. E comunque, scusa ma devo andare a prendere Lauretta dai nonni!"
"E' la cosa più bella che possa capitare a una donna, perchè dovrei sentirmi triste?!"
Ecco, sinceramente tutta questa omertà l'ho trovata deludente. Come donna e come mamma trovo stupido vergognarsi e fingere che vada tutto bene, soprattutto quando è evidente che non va tutto bene.
Anzichè fare squadra, aiutarsi, cercare insieme il modo per venirne fuori (anche se poi si è sempre da sole davanti ai propri fantasmi) ho trovato donne disposte a negare l'evidenza.
Poi, pero', un giorno mi sono accorta che stavo meglio. Non Bene, solo un po' meno male. E ci ho lavorato su. Mi sono impegnata perchè quel po' diventasse ogni giorno di più. E' stata durissima, ma ne è valsa la pena.
Ogni tanto la tristezza di quei giorni torna e ho imparato ad accettarla, sapendo che fa parte di me, di questa esperienza e non posso buttarla via del tutto.
Ma se ne esce, questa è una certezza.
Devo dire grazie a Lui e a Lui soltanto. Perchè in molti (leggi familiari soprattutto) si sono riempiti la bocca di belle parole di conforto ma nessuno si è preso la briga di allungarmi la mano per aiutarmi ad uscire fuori dal baratro. Nessuno tranne Lui.
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